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Trichiana

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Chiese e chiesette (a cura di Monica Frapporti)

L’antica pieve di S. FeliceParrocchiale
La parrocchia di Trichiana, anticamente chiamata col titolo di pieve di S. Felice di Castrodardo, in ricordo della primitiva parrocchiale dedicata a S. Felice e dell’antico castello ubicato in prossimità del torrente Ardo, fu fondata probabilmente in seguito alle predicazioni dei primi cristiani in Val Belluna.

Forse il documento più antico, in cui viene nominata per la prima volta la Pieve di S. Felice, è un codice pergamenaceo del 1204 contenente l’inventario dei possedimenti rivendicati dal comune di Treviso nei territori della Sinistra Piave. La parrocchia di Trichiana, come quelle limitrofe di Mel e Lentiai, appartiene fin dal Medioevo alla diocesi di Ceneda, oggi Vittorio Veneto, anche se non ci sono documenti che attestino con certezza come sia avvenuto il passaggio.

Le due Chiese Parrocchiali: S. Maria e S. Felice
La prima attestazione relativa all’antico oratorio di S. Maria, che alla fine del Settecento fu demolito per lasciar posto all’attuale chiesa parrocchiale, risale a prima del ‘400.
Fino a quando non si decise di costruire la nuova chiesa parrocchiale, nella Pieve di S. Felice esistevano due chiese parrocchiali. L’antica parrocchiale, dedicata a S. Felice, era situata in un luogo particolarmente importante e strategico, non molto lontano dal fiume Piave, dove esisteva un traghetto, per il trasporto di cose e persone, sotto la giurisdizione del Maggiore Consiglio di Belluno. Questa primitiva chiesa è considerata una delle più antiche della Valbelluna, eretta in periodo altomedievale.

La seconda parrocchiale, intitolata a S. Maria, si trovava nella villa di Trichiana e presto diventò la chiesa principale della parrocchia, poi trasformata nell’attuale Arcipretale in quanto, con il modificarsi della viabilità antica e degli insediamenti umani, la vita della comunità si allontanò dal corso del fiume Piave e si stanziò più a monte, presso l’attuale capoluogo.

La nuova chiesa di S. Maria Assunta e di S. Felice Martire
Il progetto della nuova chiesa parrocchiale prevedeva la costruzione dell’edificio al posto dell’antico oratorio di S. Maria divenuto insufficiente ad accogliere tutti i fedeli. La nuova chiesa parrocchiale fu benedetta il 26 luglio 1789 e il 25 settembre 1825 la nuova chiesa, ormai ultimata, ricevette la consacrazione dal Vescovo di Ceneda Mons. Jacopo Monico, assumendo il titolo dell’oratorio demolito e dell’antica parrocchiale, S. Maria e S. Felice Martire.

Le chiesette frazionali
Accanto alla chiesa parrocchiale, nelle varie frazioni della Pieve, furono costruite molte chiesette rurali, alcune delle quali ancor oggi si possono ammirare.

S. Andrea (Cavassico inferiore)Pialdier
S. Antonio abate (S. Antonio di Tortal)
S. Boldo (S. Boldo)
Cappella presso Asilo infantile (Trichiana)
Cappella presso la Casa di Riposo (Villanova)
S. Croce - S. Barbara (Pialdier)
S. Donato - Madonna di Loreto (Cavassico superiore)
S. Felice (S. Felice)
S. Giacomo (Casteldardo)
S. Giuseppe, in rovina (Trichiana)
Immacolata Concezione (Niccia)
S. Isidoro (Nate)
S. Lucia (Saccon)
S. Marco (Carfagnoi)
B. V. delle Grazie (Villanova)
S. Martino (Morgan)
S. Tiziano (Frontin)

Le più antiche sono: S. Felice, prima attestazione del 1204, ma considerata ben precedente anche per un frammento di pietra d’altare del sec. VI; S. Antonio, consacrata nel 1345 come ricordato dall’epigrafe conservata in chiesa, rimaneggiata nel corso dei secoli e diventata parrocchiale nel 1938; S. Martino e di S. Tiziano citate in un documento del 1444, situate nelle frazioni di Morgan e Frontin. .

Alcune opere della chiesa arcipretale

  • Statua di marmo di S. Ignazio di Loyola: di autore ignoto di ambito veneto, datata 1728, proveniente dalla chiesa del Collegio dei Gesuiti di Belluno, soppresso alla fine del Settecento.
  • Affreschi di Lino Dinetto rappresentanti l’Adorazione dei Magi, il Calvario, la Deposizione dalla Croce ed il Battesimo di Cristo realizzati nel 1949.
  • Affreschi della volta della navata, la Gloria della Vergine e di S. Felice in cielo e Le quattro virtù cardinali, primo decennio sec. XIX, attribuiti a Giambattista Canal.
  • Affreschi dei santi titolari delle chiesette frazionali, realizzati nel 1853 da Giambattista Feltrin, pittore bellunese allievo di Giovanni De Min.
  • Pala d’altare di Giovanni da Mel, che raffigura la Madonna con Bambino tra San Tiziano Vescovo, San Bernardino da Siena , San Rocco e San Sebastiano, datata 1543.
  • Altre due pale d’altare di autore ignoto di ambito veneto, sec. XVIII, Madonna con San Giovanni Battista e un Santo Vescovo, Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Rosa.
  • Statue lignee raffiguranti la Madonna del Rosario (1896) e S. Antonio di Padova (1910), realizzate da Raffaele Piazza, allievo del noto scultore Valentino Panciera Besarel.
  • Pala d’altare della Madonna con i SS. Pietro e Paolo di Antonio Federici (sec. XIX).
  • Arredi lignei del coro in noce scolpito e sagomato, realizzati nella prima metà del sec. XIX su progetto dell’architetto Giuseppe Segusini.
  • Corona pensile, collocata sopra l’altare maggiore, in legno dorato (fine sec. XIX).
  • Fonte battesimale in marmo, con copertura in legno scolpito e dipinto, realizzata dall’artigiano tagliapietra di Mel Lorenzo Brisighella (fine sec. XVI).

Alcune opere delle chiesette frazionali

  • S. Croce - S. Barbara (Pialdier): ciclo di affreschi attribuiti a Paris Bordon del sec. XVI
  • S. Tiziano (Frontin): dipinto di Giovanni da Mel (sec. XVI) proveniente dalla demolita chiesa di S. Tecla, che raffigura la Madonna con il Bambino tra S. Tiziano Vescovo e un santo martire; ciclo di affreschi che raccontano episodi della vita di S. Tiziano Vescovo (sec. XVI).
  • S. Martino (Morgan): altare ligneo secentesco con pala rappresentante S. Martino, di autore ignoto; lacerti di affreschi.
  • S. Donato (Cavassico Superiore): altare ligneo scolpito e dorato, che incornicia un trittico del sec. XVII. La chiesa di S. Donato si trovava anticamente a Cavassico Inferiore, non molto lontano da quella di S. Andrea, dove oggi esiste in ricordo un capitello. Nell’agosto del 1834 un violento nubifragio fece crollare il campanile sul tetto della chiesa; fu deciso quindi di costruirne un’altra con lo stesso titolo a Cavassico Superiore.
  • S. Andrea (Cavassico Inferiore): altare ligneo riccamente scolpito e dorato con statua lignea raffigurante il santo titolare (sec. XVII).
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